venerdì 9 novembre 2007

parlare, comunicare, proferir parola

è davvero interessante osservare quanto spesso le persone non stiano proprio ad ascoltare. magari sentono ma non ascoltano ..o viceversa... comunque oggi ho percepito tre spunti interessanti in questo senso. il primo arriva da un mio collega che si è messo a blaterare sull'opportunità o meno di parlare del bavaglio messo dal topone di fogna (vedi post precedente) a enzo biagi nel corso della trasmissione di santoro ieri sera. prima cosa: il simpatico ragazzo ha premesso che non ha visto la puntata. e già lì dico: ma cosa ne parli a fare, non hai visto, ascoltato, capito ...vabbè. magari la prosima volta segui e poi intervieni. no, meglio dire cazzate per sentito dire.
mancanza di ascolto numero 1.
e aggiunge, non era prorio il caso di parlare della censura, del bavaglio, era meglio parlare soltanto del giornalista, dell'uomo senza toccare l'argomento del famigerato editto di Sofia. no! ci ho messo qualche minuto per mettere a fuoco che forse parlare di biagi non può prescidere da quanto ha riguardato la sua vita negli ultimi cinque lunghi anni, visto anche che il suo amico carissimo cardinale tonini ha affermato, "lo hanno ucciso" (in apertura del suo intervento nella puntata di anno zero). parole forti, ancora più forti quando vengono dette da un cardinale. tutto il mondo ne parla e lui invece (il mio colleguccio) sostiene che non se ne debba parlare. per pudore, discrezione, buon gusto. ecco, in quel momento purtroppo avrei voluto non sentire e neppure ascoltare ma ho questo brutto vizio di voler capire cosa mi stanno dicendo quando si rivolgono a me.
occasione persa di mancanza di ascolto numero 1.
qualche ora dopo leggo un post interessante che è anche una curiosa offerta di lavoro che recita così: se siete o conoscete un bravo blogger che abbia determinate caratteristiche (che l'autore del post elenca accuratamente con punto elenco) per un progetto etc etc fatemelo sapere, scrivetemi. prima di rispondere leggo tutte le risposte, così per farmi un'idea delle reazioni.
e individuo anche lì una marea di mancanza di ascolto/lettura/comprensione di base.
leggo risposte tipo: io forse sono interessato ma non ho molto tempo; io non ho capito bene di che si tratta posso avere delle informazioni in più, io ci sto a prescindere che bello yea yea, bell'idea ma non capisco bene di che si tratta....e così via
mancanza di ascolto numero 3.4.5.6.n.
qualche giorno fa leggo un post di un mio amico - che ha un cervello grande così ed effettivamente certe volte non è facile stargli dietro - che riportava una interessante e approfondita riflessione sulla musica. risposte: ma non ho ben capito, spiegami bene, boh....
anche qui io dico, se no capisci fai finta di nulla e non dire niente; oppure capsici un po' e allora cerchi di dare una risposta a margine che aggiunga un pizzico di significato a quanto leggi; oppure ancora meglio leggi più e più volte e se prorio non capisci ancora una mazza vai avanti e lascia stare...
mancanza di ascolto numero n+1
pochi minuti fa mio marito mi dice: sai sto cercando una figura professionale per un determinato ruolo e mi stanno arrivando dei cv pazzeschi che prorio non c'entrano nulla con quanto richiede l'annuncio di lavoro pubblicato.
a questo punto mi chiedo: ma è davvero tanto tanto difficile mettersi in ascolto, sintonizzarsi con chi parla, o semplicemente l'importante è esserci, parlare, proferir parola anche se spari una marea di cazzate?.......

3 commenti:

giornalista deluso ha detto...

Io credo che la maggior parte della gente faccia finta di ascoltare e sopratutto abbia il brutto vizio di parlare senza pensare. Il caso di questo tuo collega è emblematico: se non hai visto il programma, cosa blateri?
E allora il grande quesito che mi attanaglia in questi giorni: perchè l'intelligenza delle persone è una merce così rara? E soprattutto: perchè il Signore ogni giorno mette a dura prova la mia pazienza, costringendomi a relazionarmi con idioti di ogni sorta? Scusa lo sfogo...ma comprendo perfettamente il tuo il tuo punto di vista.

fotoraccontare ha detto...

Mia cara, l'ascolto è una materia complicata. Si crede che solo per il fatto di aver ricevuto in dono l'udito si sia in grado di ascoltare. Ma molti ignorano la profonda verità. Il il timpano, gli ossicini e il nervo acustico per funzionare correttamente devono essere collegati al cervello e cosa molto più importante, quest' ultimo dovrebbe essere acceso e comunque di peso sufficiente a stabilire relazioni tra neuroni (quantità minima di neuroni per una rlelazione tra essi = 2... un solo neurone non si relaziona). Purtroppo per ascoltare ci vuole cervello, non solo udito... Ascolto è qualcosa di più. Per sentire bisogna sintonizzarsi su di una lunghezza d'onda particolare. E la maggior parte degli umani è più impegnata a strillare per farsi udire piùttosto che a cercare la giusta frequenza...Ciao, uno che ascolta.

imbarcoimmediato ha detto...

purtroppo il limite nella percezione del messaggio non è una questione di interferenze esterne. a volte, spesso, è una questione neuronale ;)