martedì 6 novembre 2007

un giorno per caso ho visto silvio

l'ho visto, da qui a lì e sono rimasta impressionata. non ha più lo smalto di una volta ma accidenti che scenografia. porta ancora i tacchi imboscati dentro le scarpe, il cerone pluristratificato... anche quello indelebile ormai. ma non è questo che mi ha colpito e, se devo essere sincera, non so ancora bene cosa mi ha colpito così tanto. ma ho una certezza. quest'uomo è carismatico. e dopo tanti tantissimi anni di sua ingombrante presenza oggi, visto da così vicino, capisco di più le vagonate di persone che lo hanno voluto all'apice del potere e del paese. ma devo aggiungere che il suo fascino ha l'odore della fogna, la sua arroganza ricorda quella di un topone irsuto che ti si para davanti nel vicoletto pieno di foglie e ti fa sobbalzare. quando l'ho visto da così vicino ho pensato che non avrebbe paura di parlare con tutte le divinità dell'Olimpo messe assieme (non mi sento qui di scomodare nessun altro per rispetto). infine direi che mi sono sentita male quando ho avvertito o forse meglio dire percepito, anche solo per pochi attimi, il fascino di quest'uomo. ma ho capito molto di più ieri, in quei pochi minuti al suo cospetto, di quanto non avessi fatto in questi anni.

2 commenti:

alessandro ha detto...

io l'ho visto da vicino solo una volta, nel 2004, a un convegno sul turismo ai magazzini del cotone di genova. gli sono andato il più vicino possibile per ritenere un'impressione mia, personale. credo di capire quello che vuoi dire: la sua figura, la sua rappresentazione fisica è una somma di tutti i segni esteriori che hanno espresso il potere del notabilato italiano dal 1860, con una spruzzata da uomo di successo americano che però è il meno in confronto a tutto il resto. la mia impressione è: è vero, è carismatico, ma più lo guardi da vicino più ti rendi conto di quanto sia incredibile portarlo come emblema del nuovo, ancora prima di considerare l'aspetto politico. il suo fascino è tutto "tradizionale", e non certo in una buona tradizione. è il barone, il guappo, il commendatore (anzi il cumenda), il claudio villa burino e signore, il celentano urlatore e scalciante, il bello da balera e il sussiegoso signorotto della bassa, il presidente del borgorosso e il presidente del milan. e, naturalmente, il cavaliere. pensa a quanto deve aver brigato per avere quel titolo.

giornalista deluso ha detto...

Illuminanti le vostre "visioni". Mi fanno capire gran parte della nostra storia politica degli ultimi 13 anni. Che posso aggiungere...
L'innegabile, spregevole, carisma di un nano perfetto...