martedì 25 agosto 2009

nostalgia da rientro

è salita lentamente, minuto dopo minuto, ora dopo ora, respiro dopo respiro. una malinconia nuova, mai provata. un misto di dolore, tenerezza, paura, senso di colpa, rassegnazione. dopo venti giorni di dolce far nulla ho dovuto riprendere la vita di sempre. ma non è questo il problema. il vero trauma da rientro è stato allontanarmi dal mio gioello più prezioso per l'intera giornata. un abbraccio infinito ha riportato l'equilibrio delle emozioni nella serata di ieri. dopo l'ennesimo singhiozzo della cosa più bella che la vita mi abbia regalato, lo stringersi forte al petto ha interrotto il suo lamento e ha prodotto un sorriso e poi una brillante risata. è bastato un abbraccio potente ricolmo d'amore per mettere fine a una pena condivisa. io e lui di nuovo rasserenati dalla consapevolezza che vabbenecosì. che la vita è così. che non posso/voglio/devo rinunciare alla mia identità e lui alla sua. due esistenze separate, divise, uniche, vicine e inseparabili al tempo stesso. forse è quel cordone che qualcuno afferma non si spezzi mai nell'arco dell'intera vita, che io credo non debba diventare mai un'arma di strangolamento affettivo. è un legame che si ricompone e si solidifica ogni istante di più ma diventa per necessità di entrambi leggero, impalpabile. siamo liberi. con un nodo di malinconia che rende sempre più chiaro quanto i nostri figli non ci appartengano mai infinitamente. sono doni del cielo meritevoli di libertà. e questo fa soffrire e gioire al tempo stesso

4 commenti:

Alessandro ha detto...

queste mamme italiane... ;-)

imbarcoimmediato ha detto...

:))

Fabiana ha detto...

a me viene da strangolare affettivamente con un cordone ombelicale mai generato anche il mio cane... con un figlio mah, sarei un disastro
baci tesorooooo eccoci alla triste e lunga realtà

imbarcoimmediato ha detto...

:) saresti una mamma dolcissima!
bentornata mia cara