mercoledì 11 novembre 2009

non mi spezzo e non mi piego

oggi ho una nuova, intensa consapevolezza. ho capito definitivamente quanto sia corretto ciò che più di una volta una persona a me cara mi ha ripetuto: ti devi arrendere, devi riuscire ad autoassolverti. ecco oggi l'ho fatto.

ho capito che è inutile continuare a pensare di aver agito male in una certa situazione. io sono una ferma sostenitrice della possibilità di intervenire sulle vicende, sulla contingenza. e continuo a crederlo però.... però oggi ho capito che a volte è meglio arrendersi. perché non è possibile agire contro i propri principi, contro il proprio modo di essere, contro le proprie inclinazioni.

ho lottato, ho provato a piegarmi senza spezzarmi in mille frantumi, ma non ce l'ho fatta. alla fine la mia colonna vertebrale si è inesorabilmente raddrizzata. e, dopo alcuni dolori trasformati prontamente in stress e nervosismo indirizzato un po' ovunque, ho accettato la realtà. non riesco a piegarmi, non ci riuscirò mai.

una mia cara amica mi ha ripetuto più volte in passato che la mia dignità è stata straordinaria in un'occasione difficile. ho stretto i denti fortissimo, i pugni, la mascella e l'orgoglio. perché, mi sono ripetuta più volte, non devo mollare, non posso fallire ancora, non posso cedere alla pressione. non si "sputa nel piatto in cui si mangia" espressione orripilante ma ricorrente.

e invece no. ho vomitato nello stesso piatto, ho rigettato il mio orgoglio, la mia fierezza, la mia durezza e il mio profondo inespugnalbile senso della giustizia, che, lo so, risiede nel piccolo grande nuraghe che abita nella mia anima.

e ho mollato zavorre, ormeggi, cinghie invisibili. e ho finalmente respirato un'aria così pura da far venire le vertigini. e mi sono sentita meglio, molto meglio, direi bene.

non si può resistere all'ingiustizia, alla follia, alla mancanza di dignità e alla mediocrità. non posso. non ho potuto. non potrò mai.

le guglie di certezza che sfiorano il mio diaframma non possono essere lesionate neppure dalla necessità. non c'è necessità, contingenza che possano ledere il mio orgoglio atavico, non c'è paura del futuro che tenga o crisi economica che possa incidere sulla mia dignità. mai.

so che mio figlio almeno per questo potrà essere fiero di me. sempre. anche se non me lo dirà mai a me basta che veda l'esempio. che nella vita non ci si può piegare e neppure spezzare. mai per più di un istante.

2 commenti:

caffeine75 ha detto...

per quel che conta io sono orgogliosa di te, vaiiiiiii

imbarcoimmediato ha detto...

conta tanto! grazie