giovedì 25 febbraio 2010

la squadra

dopo 15 mesi i ritmi di vita con il piccolo essere umano si normalizzano. tutto acquista una nuova dimensione. la fatica lentamente svanisce e resta la quotidianità straordinaria che regala momenti di emozione e gesti di routine. si fanno piccoli passi insieme. si fanno le cose, tutte o quasi, per lui e con lui con la consapevolezza di essere una piccola squadra di giocatori che remano nella stessa direzione. è divertente, stimolante, inedito

lunedì 22 febbraio 2010

la donna cinghiale


occhi piccoli, rotondi. diametro seno vita fianchi privo di differenze sensibili a occhio umano. irsuta, ispida, selvatica. sorridente q.b., falsa come giuda, brutta dentro e fuori, forse più dentro. si aggira nella macchia con passo rapido, impaurito. non si ferma a lungo nello stesso punto se non costretta dalla contingenza. pericolosa quando esce all'improvviso dal cespuglio nel quale ha trovato riparo per aggredire senza mirare dritto al bersaglio. provenienza selvatica, da luoghi lontani dalla civiltà tradizionalmente intesa e riconosciuta dai più. colpisce senza delicatezza, grazia e raffinatezza. implacabile ma riconoscibile, scava il terreno in modo maldestro per nascondere le sue peggiori qualità: l'incapacità assoluta di interiorizzare l'altro se non per un tornaconto personale, piccolo o grande che sia. la donna cinghiale si commenta da sé. una volta individuata va eliminata o con un colpo secco, una palla sola come prevede il regolamento venatorio, o allontanata con rumore sordo e improvviso. scapperà lontano, lasciando dietro di sè uno strano tanfo di vischio e paura, difficile da scordare.

giovedì 18 febbraio 2010

l'uomo seppia


l'uomo seppia è molto diffuso. colore neutro, si mimetizza da bravo ragazzo, un po' sfuggente, apparentemente innocuo, mediocre, sedicente insicuro e sofferente, tendenzialmente figlio di madre carogna e/o depressa, vero arrogante e supponente, finto cucciolo bisognoso di tenerezza, ma anche no. quando ti avvicini un po' troppo sputa inchiostro nero, per difesa, per istinto, per rendersi ancora più sfuggente. cinico, arido e incapace di dare per definizione, l'uomo seppia è anche un po' taccagno, prima di tutto d'animo. ama nuotare in acque cristalline, ovviamente sul fondo, si blocca se sente puzza di impegno e sincerità, quella con la S maiuscola. è inesorabilmente, consapevolmente, ma anche no, attratto dai pesci palla, quelli che non hanno mai nulla da nascondere, che si gonfiano quando vengono irritati, ma che sono belli e/o simpatici da vedere, radiosi. ma sopratutto generosi, aperti verso gli altri e fragili, magari anche solo temporaneamente. è in quel puntino lì, in quella contingenza che si ficcano, molli, quasi indifferenti, quasi per caso: è quello che vogliono far credere perché hanno cercato tutta la vita il pesce palla. se non riescono a pungerlo e a sgonfiarlo definitivamente, allora annaspano e si ritirano. viscidi, in silenzio, neri come la pece. e non lasciano un bel ricordo. restano come una macchia scura, indelebile, irritante, mediocre

martedì 16 febbraio 2010

io le rose e sanremo è sanremo

Stasera da buona massaia italiana, dopo aver messo a letto il pupo, lavato i piatti, dato l'acqua alle piante, mi vedrò Sanremo con Antonella CLerici, una donna al comando. Una donna "che si fa un mazzo così". Una donna che ha perso un sacco di chili dopo aver avuto un bambino dopo i quaranta, che si è messa sotto per perdere la ciccia in più. Una donna stritolata in un abito di scena, stritolata da stereotipi e polemiche necessarie perché altrimenti Sanremo non sarebbe più Sanremo e l'Italia non sarebbe più la stessa e io non sarei la classica massaia italiana seduta davanti alla tv a guardare questo teatrino scacciapensieri. Ah, meno male che in Riviera si aggira anche una donna coi fiocchi, la Daddariona nazionale in visita non ufficiale, non invitata, nella città dei fiori che fiori non avrà, almeno sopra il palco dell'Ariston.

mercoledì 3 febbraio 2010

fiori d'arancio in redazione

aperitivo prematrimoniale, così recitava la mail di una collega che tra pochissimo convola a giuste nozze. al momento del brindisi è seguita una conversazione brillate. Perché ti sposi? perché il matrimonio è la testimonianza di un legame davanti alla società e alla comunità religiosa di cui faccio parte. perfetto. non fa una piega. altro collega. ma lo sai che sposarsi non conviene? almeno dal punto di vista fiscale.. lo hanno detto ieri a ballarò. anche questo a dire il vero non fa una piega...