mercoledì 10 marzo 2010

ballarò? no, mussolini

ieri ho notato che rai tre ha mandato in onda la grande storia con un puntatone dedicato al duce con questo titolo "alla corte di mussolini. e non ho potuto non pensare che ci fosse un qualche strano collegamento con l'assenza di ballarò che sarebbe dovuto andare in onda (in un paese civile, democratico, serio) alla stessa ora su rai due. in questo periodo sento davvero tanto la mancanza di trasmissioni che parlino di politica. magari quando le mandano in onda neppure le seguo ma sapere che non ci sono mi crea un profondo fastidio. e mi sale/assale una rabbia gigantesca, sento la mancaza di ossigeno dovuta a un bavaglio gigantesco che questa massa orribile di politicanti sta mettendo al paese. e non so che fare. cosa devo fare io nel mio piccolo? aprire la finestra e urlare qualcosa? scendere in piazza? sputare sui cartelloni di propaganda elettorale? niente? non so più che fare... questi arroganti immondi continuano a: oscurare, cancellare, trasformare la realtà come gli pare, cacciare giornalisti o presunti tali dalle conferenze stampa. ma non c'è mai mai mai fine al peggio? la grande storia è una grande boccata di ossigeno ma non basta. non basta non dimenticare. non basta. cosa dobbiamo fare? continuare ad essere così tolleranti, democratici, snob?

martedì 9 marzo 2010

sulla porta del nido

ore 8.55. sempre un po' di corsa per entrare al nido perché se arriviamo in ritardo c'è il rischio che ci chiudano le porte in faccia o meglio che non ce le aprano proprio. quindi piccola corsa tra sferzate gelide, qualche prima goccia di pioggia e il solito traffico dell'ora di punta nella via principale che percorriamo noi. arrivo all'asilo. mamme maleducate quanto basta, affollamento nell'ascensore, sgomitate virtuali, mentre tu impassibile e con sorriso furbesco cerchi di premere il bottone dell'ascensore che lampeggia. ed eccoci al piano con fasciatoio gigante per togliere giaccone, ciuccio d'ordinanza e maglione. mi guardi e mi fai un sorriso gigantesco e furbissimo. tre secondi dopo ti raccomando, come se fossi di circa tre anni più grande, "fai il bravo con le maestre" mentre il retro pensiero è falle schiattare perché stasera devi avere consumato tutte le energie, magiare e andare a letto poco dopo le galline. e perché anche loro, parassite comunali, devono lavorare un pochino. vabbè fatte queste considerazioni schizofreniche in un nanosecondo busso alla porta e arriva la maestra, la più nana che c'è e pure la più ottusa. sorriso di circostanzia...buoooongiorno buoooongiorno.... eccoci qui.... ciaoooo tu cambi espressione, inarchi la schiena come fai quando devi protestare con vivacità e determinazione e inizi con un pianto che parla chiarissimo: "no io voglio stare con te". io con il cuore in frantumi e il senso di colpa più alto della torre di Dubai, cerco di consolarti, ma invano. tre secondi e sei già scomparso dietro la porta. e io lì a far finta di leggere gli avvisi inutili appesi in bacheca mentre ascolto il tuo strillo. altri 30 secondi e non sento più nulla, t'immagino già avvolto da una nuvola di bambini e microbi colorati. e mentre la torre di Dubai diventa progressivamente bassa come un nuraghe, penso e sento che è giusto così. ognuno ha il suo mondo in cui viene fagocitato in un microsecondo. resta la solida serenità di sapere che tra un pugno di ore saremo di nuovo insieme.

lunedì 8 marzo 2010

passeggiata al parco

domenica di sole. io e te al parco. dopo una lunga passeggiata io da bipede e tu da reuccio sulla lettiga, siamo arrivati a castel sant'angelo. una miriade di bimbi grandi e piccoli, chi a rincorrere una pallina, chi sopra l'altalena, chi a dondolare sulle giostrine mignon. e tu, giubbotto di ecopelle, scarpe da tennis microscopiche e pantalone della tuta in giro per il selciato a caccia di piccioni. li hai visti lì che zampettavano tranquilli, come solo i volatili cittadini sanno fare, e li hai puntati. un passettino dopo l'altro hai cercato di raggiungerli. quando hanno spiccato il volo hai seguito il loro percorso fino a su nel cielo, sopra il lampione. e li hai guardati con curiosità e voglia di volare fin lì per raggiungere il tuo obiettivo in movimento. e poi ancora quattro otto cento passetti sull'erba alta che hai accarezzato e strappato. e ancora le pietroline che scricchiolavano sotto i tuoi piccoli piedi che vanno veloci da tre settimane appena. ad un certo punto ti ho guardato, piccolo uomo, fiero, indipendente, curioso e vivace. e lì, in quel momento il mondo si è fermato intrappolato dall'emozione. ho sentito di avere di fronte MIO FIGLIO e due lacrime di gioia mi hanno bagnato il volto. e poi, via di nuovo a inseguire il tuo itinerario piccolo ma immenso per chi sta imparando a conoscere il mondo. così per un'ora bellissima. ho cercato di metterti sulla giostrina ma non ne hai voluto sapere, noiosa e inutile per te. meglio camminare e inseguire una piccola pallina abbandonata per poco da altri bambini più grandi che giocavano sull'erba. e lì ho capito che il pallone sarà una tua passione. quando ti ho visto barcollare e prendere due o tre scivoloni ho capito che era tempo di andare. ti ho riposto sulla lettiga a quattro ruote e ti ho portato a casa. lungo la strada, esausto ma felice, ti sei addormentato. e a casa ti ho adagiato nella culla per far continuare il tuo dolce sonno. per concludere il ricordo di questa splendida mattinata, non posso tralasciare la nostra piccola pausa sulla panchina in piazza cola di rienzo. omogeneizzato ai 4 frutti, cucchiaino dei barbapapà e tanti sorrisi tutti per me quando ho provato a mordicchiarti le dita della mano in un sol boccone.