mercoledì 15 settembre 2010

cambiare guscio

cambiare casa, ci siamo quasi. un nuovo capitolo logistico si apre con tutte le conseguenze del caso. ma in questo momento mi preme riflettere sul significato profondo di un simile cambiamento o passaggio. non si tratta solo di modificare l'indirizzo dei documenti, della corrispondenza. si tratta di un salto. per chi come me ha sempre avuto un rapporto originale con il proprio guscio a causa di una vita da migrante, è un fatto particolare. mi sono ritrovata a pensare a quale sia il valore del guscio e proprio non riesco a sentire questa esperienza come una cosa "sconvolgente". mi piacerebbe che questa volta fosse diverso ma non sento affezione per le mura domestiche se non nella misura in cui rifletto sulla comodità, sulla praticità, sulla distanza dagli altri punti di riferimento (ufficio, asilo nido, metro, negozi ma quest'ultimo è proprio secondario). non provo grandi emozioni anche se questa volta nutro maggiore interesse per quello che è un nuovo capitolo della mia vita domestica, un nuovo inizio, una nuova fase. forse qualcosa sta cambiando. o saranno i 40 che arrivano? non so.

2 commenti:

Alessandro ha detto...

capita anche a me: se dovessi cambiare di nuovo casa non mi sconvolgerebbe. dipende se la casa fa parte "per come è e dove è" del tuo progetto di vita o no.

imbarcoimmediato ha detto...

sì mi pare che si adatti bene alle esigenze di questa fase di vita. è più comoda, più luminosa, meno rumorosa e ha una bella vista sulla collina dei giardini vaticani: si vede anche l'ultimo pezzo di cupola (per intenderci la pallina d'oro e la croce). devi venire a vederla appena puoi, sono sicura che ti piacerà :) ti aspettiamo!