lunedì 17 ottobre 2011

riflessioni post guerriglia urbana

vedere piazza san giovanni con un blindato in fiamme fa davvero un certo effetto. vedere lastre intere di marciapiede sradicate e lanciate in aria non è bello.... ma dopo aver assitito alla tragedia del g8 di genova non ci si stranisce più come una volta. personalmente riesco a pensare soltanto che tutto questo fa gioco a qualcuno. permette a certe facce di riempirsi la bocca di affermazioni inutili, già dette, già sentite, ma c'è qualcuno che ascolta ancora le stronzate di La Russa? o l'indignazione per l'indignazione degli indignati? troppa, troppa indignazione. troppo poca da troppo tempo. e il rappresentate romano di confcommercio che riesce a dire quanto l'immagine di roma sia stata danneggiata da questo evento, apparendo così su tutti i quotidiani del mondo? ma cosa stai dicendo! machissenefrega.

ma davvero un evento come questo si presta anche a considerazioni così insulse? troppe parole inutili.

leggo ora un post di capuozzo che si lega anche a una considerazione rilanciata su fb da un link consigliato da alessandro

ma magari si riuscissero a trovare altri modi più sicuri per manifestare le proprie ragioni e non permettere a questi balordi di scassare una città e di cercare di far fuori delle persone. ma magari. anche perché andare in piazza a manifestare con prole al seguito, ma anche senza, lo escludo a priori. è da scellerati di questi tempi.

eppure manifestazioni ne ho fatte anche io in passato, e anche con il gusto di aver partecipato anche se da sempre non riesco a cogliere bene il senso del dopo. cioè a che serve dopo? penso che serva a stare insieme, a condividere, a spartire frustrazioni, rabbia (sana), idee. ma solo mentre si partecipa all'evento, non dopo. dopo io personalmente non ho visto cambiare mai un fico secco.

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